La Repubblica Popolare Cinese ha bisogno d’un arsenale nucleare adeguato al suo status di superpotenza!

L’arsenale nucleare cinese è assolutamente insufficiente.

Questa necessità emerge sempre più urgentemente.

Non sono più gli anni ’70, quando la Cina poteva giustamente andare orgogliosa di essere uscita dall’arretratezza e di aver sorpassato Francia e Inghilterra sullo scacchiere internazionale, quando un paio di centinaia di testate atomiche erano più che sufficienti.

La deferenza con cui Donald Trump tratta la Russia, mentre nei confronti della Cina si permette un atteggiamento molto più condiscendente, riflette questo stato di cose; un arsenale nucleare “mignon” non consente di venire presi sul serio.

La Repubblica Popolare Cinese potrebbe facilmente permettersi un arsenale atomico di 4-5000 testate moderne, su vettori in grado di impensierire terribilmente i generali del Pentagono, ma si ‘accontenta’ di un ventesimo di quella cifra, permettendo persino alla Francia esangue ed esausta  -dalla squadra di calcio “diversamente bianca”- di superarla, schierandone 300.

La politica non aggressiva é una bellissima cosa e una grande dimostrazione di saggezza e civiltà, ma i bulli capiscono solo il linguaggio della forza.

E nessuno è più bullo degli Stati Uniti.

Quando la loro inarrestabile decadenza li avrà indeboliti al punto giusto sarà possibile cooptarli in un processo di progressivo disarmo con i giusti incentivi economici (di cui a quel punto gli Usa avranno bisogno come il pane).

Ma fino ad allora almeno 4000 testate nucleari serviranno.

La creazione di questa forza deterrente sarà anche un ottimo modo per rafforzare la cooperazione tecnologica con Mosca, rinsaldare il blocco eurasiatico e creare migliaia e migliaia di posti di lavoro ad alto e altissimo tasso di innovazione.

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3 commenti su “La Repubblica Popolare Cinese ha bisogno d’un arsenale nucleare adeguato al suo status di superpotenza!

  1. Marco Meloni il said:

    Zheng He nel 15° secolo d.c. esplorò per conto della dinastia Ming le coste asiatiche ed africane. Ma nonostante avessero le risorse e la tecnica per spingersi oltre non continuarono nell’esplorazione ne intrapresero avventure coloniali come pochi decenni dopo fecero invece le potenze europee spartendosi il mondo.
    La ragione era che un espansione esterna avrebbe comportato problemi di governabilità all’interno.
    Se devo destinare risorse per assoggettare popolazioni fuori dai confini diminuranno quelle destinate al mantenimento di funzionari, intellettuali e militari all’interno.
    La Cina poi non aveva ancora un modo di produzione per cui le forze produttive avessero la capacità di espandersi grazie a maggiori materie prime dall’estero o tramite esportazioni.

    Da ragioni interne dunque derivarono politiche molto attente verso l’esterno.

    Ad oggi la Cina è una potenza mondiale. La prima economia del mondo anche secondo la CIA.
    Però il suo obbiettivo è di migliorare ulteriormente le condizioni di vita della sua popolazione e per fare ciò ha bisogno del commercio internazionale.
    La Cina punta a diventare una moderna nazione socialista entro il 2049.

    Una politica troppo aggressiva verso le altre potenze potrebbe diventare il pretesto per guerre commerciali “alla Trump” che rallenterebbero la crescita dell’economia e del tenore di vita dei cinesi.

    Inoltre oltre al deterrente militare che tu auspichi, la Cina può sviluppare dei deterrenti economici. Come il caso dell’acquisto del debito USA o il progressivo inserimento ed interazione nelle altre economie. In questo caso riuscirebbe ad evitare una guerra solo con mezzi politici senza dover sparare un colpo.

    Probabilmente, da marxisti quali sono i compagni del PCC, hanno individuato nella produzione il fattore preminente, dal cui sviluppo dipende lo sviluppo dei fattori secondari.
    Nell’Antiduhring nel 1878 Engels infatti già scriveva in “teoria della violenza(continuazione)” che:
    <>

  2. Ezio Maria Claudio Luigi Bigliazzi LR il said:

    Una guerra nucleare coinvolge necessariamente anche tutti gli stati confinanti.
    La Cina ha alcuni grandi vicini, Russia, Pakistan e India, questi, in caso di contaminazione nucleare non starebbero a guardare e la ritorsione sarebbe inevitabile.
    In ultimo, non credo che un paese come gli Stati Uniti potrebbero reggere ad un paio di loro città rase al suolo. Non abbiamo ancora visto questi lardosi prepotenti sotto un bombardamento come si deve, non sappiamo quanto potrebbero reggere.

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